Una terapia specifica per il lutto. Per chi sente di avere qualcosa di non risolto.
IADC sta per Induced After-Death Communication. È un metodo terapeutico sviluppato dal Dr. Allan Botkin in ambito psicologico clinico, recentemente ribattezzato in Italia dal dottor Claudio Lalla come Reparative Experience-Based Grief Therapy (REGT).
Attraverso questo metodo vengono create le condizioni in cui, in molti casi, accade qualcosa che le persone descrivono come una “vera comunicazione” con chi non c’è più.
Non è una seduta medianica. Non è una pratica spirituale travestita da terapia. È un percorso clinico, e l’obiettivo è terapeutico: chiudere ciò che è rimasto aperto. Cosa sia davvero la comunicazione che si verifica resta una domanda — clinici, ricercatori e pazienti ne discutono. Ma quel che conta, qui, è che funziona per rielaborare il lutto. Si rivela un’esperienza autentica, portatrice di un misterioso potere trasformatore.
Capiamo se la IADC è la via giusta per il tuo lutto. Non per tutti i lutti, non in tutti i momenti.
Esploriamo la relazione, ciò che è rimasto in sospeso. Il lavoro di preparazione è metà del percorso.
Di solito 2–3 sessioni intensive, basate sul protocollo Botkin. Sono sedute lunghe, con tempi di silenzio importanti.
Accompagnamento nel ritorno alla vita di tutti i giorni. Il lutto non si “supera”: si riposiziona.
Un’ora per capire da dove parti e se la IADC è la via che ha senso per te. Senza impegno.